Le opere

Mostra personale della pittrice Socin

Nel 1965 Tullia Socin torna ad esporre a Bolzano, con un'ampia monografica al Chiostro dei Domenicani curata da Carlo Munari. La mostra, che sarà l'ultima personale di Socin, presenta i più recenti lavori della pittrice e attira l'attenzione della stampa locale, che segnala più volte la monografica su "L'Adige", "Alto Adige" e "Dolomiten".

Carlo Munari individua nel rapporto "io-natura" la continuità stilistica che lega le prime opere della pittrice, caratterizzate dall'attenzione luministica di eredità veneta, all'ultima produzione, dalla spiccata evidenza materica. Dai paesaggi "naturali", l'indagine di Tullia Socin è ora rivolta ai paesaggi "mentali", e la mostra si rende testimone di questo progressivo spostamento. 

Presentazione di "Orazio" per una personale a Ivrea 

Tullia Socin offre nella propria arte l'immagine di sé, franca e giovanile. Ella conosce perfettamente la costruzione pittorica nelle mirabili particolarità che la compongono: abilità disegnativa, senso e limite del colore, stile. Così come il poeta pronunzia dei versi raffinando sugli accenti, indugiando sulle dieresi, ella sa ripetere qualcosa, un'ombra, un giallo vivo, una terra, non per ingenuità, ma per raffinatezza di artista consapevole di certi effetti. Possiede infine quell'impalpabile «quid» senza il quale non è possibile ottenere la verità ultima.

Le pennellate di questa giovane donna sono un messaggio di verità, estrinsecazione di aspirazioni interiori. Il pubblico grosso, che sospetta l'arte moderna di ciurmeria, dovrebbe aprire il cuore e l'intelletto a questa pittura mattinale. Soltanto in apparenza infatti l'arte moderna sembra distratta su zone opposte a quelle delle semplici vicende umane.

La Socin, pittrice. moderna nel senso più squisito del termine, interpreta il colore dei nostri giorni nel testo della loro spirituale esistenza, evitando le laterali compiacenze commerciali e gli equivoci in cui caddero tanti artisti di questi anni. L'osservatore provveduto può godere constatando come la qualità degli innesti assimilati col passar degli anni sia sempre pura e alta. La fresca composizione dei giorni lontani ha acquistato ora, un movimento maggiore e pià sciolto. Ma anche nel gioco di colore più ricco e nella libertà di costruzione troviamo le iniziali caratteristiche di composizione sicura e di fresca immaginazione. Sentiamo la parentela tra opera e opera; ancora: la necessità dell'evoluzione pittorica.

Se riusciamo a stabilire questo idelae filo tra quadro e quadro avremo fatto molta strada sia nella intelligenza della Socin pittrice come della essenziale necessità dell'arte moderna.

La vicenda della forma e del colore come oggi ci viene incontro, è pittura di purezza e forza.

La Socin, è artista moderno figlio di questi tempi di dura ricerca; l'importanza della sua arte sta nella zona più vergine, in quell'irrefrenabile e palese attacco costruttivo e cromatico che porta in sé la promessa innegabile.

Allieva di Guidi, la Socin comprese come il racconto non interessasse più la pittura, ma si imponesse invece un allargamento del raggio vitale attraverso un attivo processo condotto con mezzi puri. Siamo certi che la Socin, nella pittura, trova innanzitutto una risposta a se stessa, una sensibile vittoria riportata contro la parte meccanica della vita.

(dal catalogo della mostra)

 

Grazie alla convenzione fra la Fondazione Socin e la Ripartizione Musei della Provincia Autonoma di Bolzano le schede relative ad un nucleo di opere di Tullia Socin ed Enrico Carmassi sono visibili sul portale dei beni culturali in Alto Adige.